RISERVA NATURALE LAGHI LUNGO E RIPASOTTILE

Sede: Via Manzoni, 10 - RIETI - Tel. 0746/200999

ANNO DI ISTITUZIONE: 1985
SUPERFICIE: 3.000 Ha
COMUNI INTERESSATI: Cantalice, Colli sul Velino, Contigliano, Poggio Bustone, Rieti, Rivodutri.
ALTITUDINE: 310 - 450 Mt.
Le via di accesso principale è costituita dalla S.S Ternana.
Le località: Idrovore (Lago di Ripasottile), Ponte Crispolti (lago Lungo) e le Sorgenti del S.Susanna rappresentano i luoghi di partenza per la visita.
Indirizzi Utili:
- Comando Forestale 0746/205128
- Autolinee Co.tra.l. 0746/202113

La Riserva naturale dei laghi Lungo e Ripasottile rappresenta uno degli ultimi ambienti umidi in buono stato di conservazione. L’eccezionale valore avifaunistico e geografico sono i principali motivi di interesse.
Carta della Riserva

IL PAESAGGIO
La Riserva è situata nel settore settentrionale della Piana di Rieti; un’ampia pianura estesa 90 kmq, ad una quota media di 375 m, racchiusa, ad est dalla catena dei Monti Reatini e ad ovest dai Monti Sabini. Il fiume Velino la attraversa delimitando ad ovest il confine della Riserva.Nella parte nord si trovano le Sorgenti di S.Susanna con una portata media di 5 mc/sec.. Queste originano due importanti corsi d’acqua; il fiume ed il canale di S.Susanna. I laghi Lungo e Ripasottile rappresentano l’elemento geografico naturalistico più importante della riserva. Questo complesso organico di elementi naturali rappresentano ciò che resta del “Lacus Velinus” un bacino che in tempi storici occupava l’intera piana reatina.

LA GEOLOGIA
Questo lago, le cui testimonianze sono appunto la vasta zona umida composta da laghi, fiumi e torrenti, ha lasciato uno strato di depositi chiamati sedimenti fluvio-lacustri di epoca recente, dello spessore di qualche decina di metri, costituiti da argille, limi, sabbie alternate con torba. Questo substrato recente è sovrapposto a depositi lacustri più antichi risalenti al periodo Pleistocenico che affiorano ai margini della pianura formando delle basse colline.Alla profondità di 500 m, si trova il substrato di roccia calcareo marnosa, risalente all’era Mesozoica, che forma anche l’ossatura dei monti circostanti la piana e quella delle piccole colline isolate (S.Pastore, Monticchio, Terria).

UN PO’ DI STORIA
Nella storia della piana reatina e nella sua bonifica vanno annoverati almeno 5 passi fondamentali:
1- Nel 264 a. C. il taglio del travertino delle Marmore ad opera del Console Manio Curio Dentato, come riportato anche da Cicerone (Epist. Att. IV. 15), che svuotò in maniera consistente il preistorico “Lacus Velinus”.
2 - Tra il 1400 e il 1600 ci furono ulteriori tentativi di bonifica fatti da famosi architetti che portarono nel 1596 con lo scavo della “cava clementina”, dal nome del Papa Clemente VIII.
3 - Negli anni 1930-1940 furono realizzate le opere di bonifica che definitivamente davano l’attuale configurazione geografica: prima il convogliamento delle copiose acque della sorgente S.Susanna nel fiume Velino attraverso un canale artificiale, e la costruzione di un impianto di sollevamento idrovoro ubicato sul lago di Ripasottile che, prelevando le acque del lago e trasportandole sul fiume Velino, tiene il livello delle acque dei due laghi, collegati da un canale artificiale, 3 metri al di sotto del livello naturale. Ed infine la regimazione definitiva del fiume Velino attraverso la costruzione delle due dighe, del Salto e del Turano, che di fatto mantengono costante la portata dei due affluenti di maggiore importanza, appunto il fiume Salto e il fiume Turano.

LA VEGETAZIONE
Il paesaggio vegetale è fortemente caratterizzato dall’abbondanza delle acque che permette la presenza di ricche comunità vegetali idrofitiche. Sulle sponde dei laghi si incontra la tipica vegetazione delle zone umide. Procedendo dalla terra ferma verso l’acqua, si incontra per primo il bosco palustre (igrofilo) costituito essenzialmente da salici, pioppi, ontani. Oppure troviamo un’altro tipico ambiente quello dei prati umidi, che insieme a quello del bosco igrofilo è ormai confinato in ristrettissimi spazi. La canna palustre circonda l’intera fascia costiera dei laghi, e costituisce una sorta di collegamento tra l’ambiente acquatico e quello terrestre: qui nidificano e si riparano molte specie animali. Procedendo ancora verso l’acqua troviamo il tifeto e lo scirpeto; oltre, l’acqua diventa così profonda che subentrano le piante a foglia galleggiante (idrofite natanti): ninfea bianca e gialla con le loro bellissime infiorescenze. Oltre a queste ci sono la lenticchia d’acqua, e il Potamogeto. Chiudono la zonazione le specie vegetali completamente sommerse (idrofite sommerse) rappresentate nei laghi quasi esclusivamente da ceratofillo comune, che forma vaste praterie subacque. Questa rappresentazione è necessariamente schematica per una vegetazione che invece si instaura in ogni punto dove ci sia acqua.

aironi

LA FAUNA
L’avifauna è certamente uno degli aspetti di interesse naturalistiche hanno motivato l’istituzione della Riserva naturale. Infatti la zona umida dei Laghi Lungo e Ripasottile è uno dei luoghi di passo e di svernamento dell’avifauna migratoria. In generale, gli uccelli che hanno nidificato nell’emisfero nord del nostro pianeta quando sopraggiunge l’autunno, scendono a sud per trovare un migliore clima e cibo. In primavera, invece, quando nelle aree tropicali e sub tropicali l’aridità comincia a farsi sentire, il tragitto viene compiuto in senso inverso. Così anche la valle reatina rappresenta uno dei crocevia di questi viaggi intercontinentali fatti dagli uccelli. Naturalmente oltre a questa flotta migratoria c’è anche una consistente popolazione di avifauna stanziale e che si riproduce tra i canneti, lungo le sponde, nei campi e sugli alberi della Riserva dei laghi. Tra le anatre: germani reali, morette, moriglioni, codoni, mestoloni; la gallinella d’acqua e la folaga; lo svasso maggiore e il tuffetto. aironi cenerini, il tarabusino, il cormorano, solo per citare i più comuni, ma è evidente che ci sono nei periodo di passo presenze di grande valore ornitologico come le oche, la gru, la cicogna bianca, il falco pescatore.

Mentre un giorno il beato Francesco attraversava, su di una piccola barca,
il lago di Rieti diretto verso l’eremo di Greccio,
un pescatore gli offrì un uccello fluviale, con cui rallegrarsi davanti al Signore...

TOMASO DA CELANO

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