La Riserva
naturale dei laghi Lungo e Ripasottile rappresenta uno degli
ultimi ambienti umidi in buono stato di conservazione. L’eccezionale
valore avifaunistico e geografico sono i principali motivi
di interesse.
Carta
della Riserva
IL PAESAGGIO
La Riserva è situata nel settore settentrionale della
Piana di Rieti; un’ampia pianura estesa 90 kmq, ad una
quota media di 375 m, racchiusa, ad est dalla catena dei Monti
Reatini e ad ovest dai Monti Sabini. Il fiume Velino la attraversa
delimitando ad ovest il confine della Riserva.Nella parte
nord si trovano le Sorgenti di S.Susanna con una portata media
di 5 mc/sec.. Queste originano due importanti corsi d’acqua;
il fiume ed il canale di S.Susanna. I laghi Lungo e Ripasottile
rappresentano l’elemento geografico naturalistico più
importante della riserva. Questo complesso organico di elementi
naturali rappresentano ciò che resta del “Lacus
Velinus” un bacino che in tempi storici occupava l’intera
piana reatina.
LA GEOLOGIA
Questo lago, le cui testimonianze sono appunto la vasta zona
umida composta da laghi, fiumi e torrenti, ha lasciato uno
strato di depositi chiamati sedimenti fluvio-lacustri di epoca
recente, dello spessore di qualche decina di metri, costituiti
da argille, limi, sabbie alternate con torba. Questo substrato
recente è sovrapposto a depositi lacustri più
antichi risalenti al periodo Pleistocenico che affiorano ai
margini della pianura formando delle basse colline.Alla profondità
di 500 m, si trova il substrato di roccia calcareo marnosa,
risalente all’era Mesozoica, che forma anche l’ossatura
dei monti circostanti la piana e quella delle piccole colline
isolate (S.Pastore, Monticchio, Terria).
UN PO’ DI STORIA
Nella storia della piana reatina e nella sua bonifica vanno
annoverati almeno 5 passi fondamentali:
1- Nel 264 a. C. il taglio del travertino delle Marmore ad
opera del Console Manio Curio Dentato, come riportato anche
da Cicerone (Epist. Att. IV. 15), che svuotò in maniera
consistente il preistorico “Lacus Velinus”.
2 - Tra il 1400 e il 1600 ci furono ulteriori tentativi di
bonifica fatti da famosi architetti che portarono nel 1596
con lo scavo della “cava clementina”, dal nome
del Papa Clemente VIII.
3 - Negli anni 1930-1940 furono realizzate le opere di bonifica
che definitivamente davano l’attuale configurazione
geografica: prima il convogliamento delle copiose acque della
sorgente S.Susanna nel fiume Velino attraverso un canale artificiale,
e la costruzione di un impianto di sollevamento idrovoro ubicato
sul lago di Ripasottile che, prelevando le acque del lago
e trasportandole sul fiume Velino, tiene il livello delle
acque dei due laghi, collegati da un canale artificiale, 3
metri al di sotto del livello naturale. Ed infine la regimazione
definitiva del fiume Velino attraverso la costruzione delle
due dighe, del Salto e del Turano, che di fatto mantengono
costante la portata dei due affluenti di maggiore importanza,
appunto il fiume Salto e il fiume Turano.
LA VEGETAZIONE
Il paesaggio vegetale è fortemente caratterizzato dall’abbondanza
delle acque che permette la presenza di ricche comunità
vegetali idrofitiche. Sulle sponde dei laghi si incontra la
tipica vegetazione delle zone umide. Procedendo dalla terra
ferma verso l’acqua, si incontra per primo il bosco
palustre (igrofilo) costituito essenzialmente da salici, pioppi,
ontani. Oppure troviamo un’altro tipico ambiente quello
dei prati umidi, che insieme a quello del bosco igrofilo è
ormai confinato in ristrettissimi spazi. La canna palustre
circonda l’intera fascia costiera dei laghi, e costituisce
una sorta di collegamento tra l’ambiente acquatico e
quello terrestre: qui nidificano e si riparano molte specie
animali. Procedendo ancora verso l’acqua troviamo il
tifeto e lo scirpeto; oltre, l’acqua diventa così
profonda che subentrano le piante a foglia galleggiante (idrofite
natanti): ninfea bianca e gialla con le loro bellissime infiorescenze.
Oltre a queste ci sono la lenticchia d’acqua, e il Potamogeto.
Chiudono la zonazione le specie vegetali completamente sommerse
(idrofite sommerse) rappresentate nei laghi quasi esclusivamente
da ceratofillo comune, che forma vaste praterie subacque.
Questa rappresentazione è necessariamente schematica
per una vegetazione che invece si instaura in ogni punto dove
ci sia acqua.
LA FAUNA
L’avifauna è certamente uno degli aspetti di
interesse naturalistiche hanno motivato l’istituzione
della Riserva naturale. Infatti la zona umida dei Laghi Lungo
e Ripasottile è uno dei luoghi di passo e di svernamento
dell’avifauna migratoria. In generale, gli uccelli che
hanno nidificato nell’emisfero nord del nostro pianeta
quando sopraggiunge l’autunno, scendono a sud per trovare
un migliore clima e cibo. In primavera, invece, quando nelle
aree tropicali e sub tropicali l’aridità comincia
a farsi sentire, il tragitto viene compiuto in senso inverso.
Così anche la valle reatina rappresenta uno dei crocevia
di questi viaggi intercontinentali fatti dagli uccelli. Naturalmente
oltre a questa flotta migratoria c’è anche una
consistente popolazione di avifauna stanziale e che si riproduce
tra i canneti, lungo le sponde, nei campi e sugli alberi della
Riserva dei laghi. Tra le anatre: germani reali, morette,
moriglioni, codoni, mestoloni; la gallinella d’acqua
e la folaga; lo svasso maggiore e il tuffetto. aironi cenerini,
il tarabusino, il cormorano, solo per citare i più
comuni, ma è evidente che ci sono nei periodo di passo
presenze di grande valore ornitologico come le oche, la gru,
la cicogna bianca, il falco pescatore.
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