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Donne maltrattate

Riapre a Rieti il Centro per le Donne Maltrattate, fortemente voluto dall'Assessore alle Politiche Sociali Vincenzo Rinaldi. Dopo un breve periodo necessario a reperire i fondi, questo centro è di nuovo in grado di offrire accoglienza e informazione legale, garantendo alle donne di mantenere l'anonimato. Sono possibili colloqui di sostegno con psicologhe e gruppi di auto-aiuto con psicoterapeute e incontri di orientamento per la ricerca del lavoro.
Purtroppo anche nella provincia di Rieti è presente il problema dei maltrattamenti alle donne. Di solito si tratta di un fatto graduale, che parte dai semplici litigi per poi degenerare. A questi periodi di aggressività ne seguono poi altri detti di "luna di miele", dove tutto sembra essere tornato perfettamente a posto, per poi ricominciare daccapo. Spesso le donne tendono a negare i primi segni di aggressività verso di loro e a perdonare o fare finta di niente dopo che situazione è degenerata.
"La violenza produce un trauma profondo che può colpire molti aspetti della vita della persona e delle relazioni. Le reazioni variano a seconda degli individui, ma sono spesso difficili da capire anche per chi le vive: possono sorprendere e sembrare insormontabili, possono essere sottili e quasi invisibili all'esterno, ingigantendosi tutto di un tratto in certi momenti della giornata o della vita, possono spaventare o sembrare senza senso, possono far sentire strani ...eppure sono reazioni normali, che hanno una funzione e che, se adeguatamente trattate, hanno una durata limitata nel tempo". Questo ha affermato la Dottoressa Cinzia Dell'Imperio, responsabile del centro.
Ecco quindi la negazione, la minimizzazione di quanto è accaduto, il rifugiarsi nei propri pensieri, magari creandosi dei piccoli momenti di oblio e di libertà. Quando, però, questi personali sistemi di difesa non sono più sufficienti, ci si rifugia nell'alcool o nelle droghe o negli psicofarmaci, alla ricerca di una ritrovata tranquillità.
Sono proprio l'oblio nel quale ci si getta o la minimizzazione dell'accaduto a impedire di chiedere un aiuto. "Spesso accade che se non si è ricevuto il sostegno adeguato, si possono sviluppare conseguenze e disturbi più evidenti e definiti, quali attacchi di panico, fobie, disturbi alimentari, disturbi del sonno (incubi, sogni ricorrenti), malesseri o malattie di tipo psicosomatico, dipendenza da sostanze, gli psicologi hanno dato un nome a questo insieme di reazioni con il termine di sindrome post-traumatica".
Qualche tempo fa il Consiglio d'Europa ha diffuso alcuni dati allarmanti, tra i quali risulta che "la prima causa di morte delle donne è la violenza subita in famiglia, dal padre, dai fratelli, dal fidanzato, dal marito". Tutto ciò si verifica anche nei Paesi cosiddetti progrediti, nei quali non dovrebbe esistere discriminazione dei confronti della donna. Spesso ci troviamo davanti a violenze non eclatanti, magari non fisiche ma psicologiche, però pur sempre violenze. Violenze che non vengono raccontate per paura di essere derisi o, peggio, per paura di possibili ritorsioni. È per questo che nella città di Rieti è nato il Centro per Donne Maltrattate: un posto dove le donne che hanno bisogno d'aiuto possano trovarlo e riprendere in mano le redini della propria vita. Devono soltanto riuscire ad ammettere di avere un problema: per il resto basta affidarsi agli esperti del centro che si prenderanno cura di loro.

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