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Integrazione scolastica

Iniziato nel 2002, il Progetto "Integrazione Scolastica" degli alunni extracomunitari (ex D.Lgs.286/98) nasce dalla volontà dell'Amministrazione Provinciale di Rieti di realizzare, in accordo con i direttori didattici delle scuole della provincia, un'attività che supportasse i minori stranieri, le loro famiglie e le scuole stesse, in quel fondamentale passaggio che negli ultimi anni sta interessando la vita del nostro Paese e del mondo intero: la creazione di una società multiculturale.
La Regione Lazio, attraverso l'Assessore Regionale Alessandra Mandarelli, ha assegnato dei fondi a favore della Provincia di Rieti per la Legge 286/98 relativa all'integrazione dei cittadini stranieri nel territorio di Rieti. Attraverso tale provvedimento l'Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Rieti assicurerà, come già successo anche in passato, l'impiego di mediatori culturali all'interno delle singole classi, in quelle scuole nelle quali gli studenti stranieri necessitano di un sostegno per le attività di studio da parte di personale specializzato.
L'Assessore Vincenzo Rinaldi si è detto soddisfatto riguardo alla proficua collaborazione tra la Provincia e gli ambienti regionali che si è riscontrata dall'insediamento della nuova giunta Marrazzo. "La scuola è divenuto un contesto organizzativo aperto ad innovazioni e mutamenti, dove diviene essenziale la capacità, da parte dei docenti, di acquisire una cultura della progettazione e di affinare nuove competenze professionali nell'ottica di una risorsa strategica irrinunciabile. Mi riferisco, in particolare, alle abilità del saper pensare e progettare curricoli integrati, percorsi di insegnamento in cui elementi di culture diverse possano essere meglio conosciuti, approfonditi e compresi". È per questo che i mediatori culturali stimolano gli studenti stranieri e il restante gruppo classe attraverso l'uso di strumenti didattici che, diversamente, rimarrebbero inutilizzati: ad esempio materiali cosiddetti "poveri", come costumi e attrezzi delle lontane culture africane o asiatiche.
Il dialogo interculturale rappresenta una risorsa che va perseguita dall'intero contesto socio-culturale ai fini di istituire un sistema formativo integrato attraverso l'uso di risorse umane, finanziarie ed infrastrutturali. Per questo motivo, i fondi arrivati alla provincia saranno ridistribuiti sul territorio provinciale, per favorire l'integrazione dei soggetti stranieri. A questo riguardo, afferma l'Assessore Rinaldi, "L'obiettivo è quello di dar vita ad un'azione globale di effettiva integrazione interculturale, nella quale non si registri nessun tipo di prevaricazione, ma si dia vita ad un contesto provinciale più aperto, compartecipato, condiviso, più giusto, nel quale la diversità diventi risorsa in più per la persona, nella prospettiva del bene comune. Credo, a tal proposito, che l'impegno della nostra Istituzione sia quello di rispettare le linee di principio della Legge 286/98 e pertanto di evitare che la "diversità" degli immigrati, dal punto di vista culturale, possa dar luogo a forme di pregiudizio da precludere l'inserimento dei persone che, nella maggior parte dei casi, portano con sé un bagaglio formativo di altissimo livello con tanto di titoli di studio universitari".

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